PROLASSO DEGLI ORGANI PELVICI

Il prolasso

Il prolasso viene a verificarsi nel momento in cui si verifica la presenza di un pavimento pelvico ipotonico/lasso o danneggiato.

In fisiologia, i muscoli del Pavimento Pelvico sono adibiti a sostenere organi come Utero e Vagina mantenendoli in corretta posizione lavorando in sinergia con legamenti e fasce.

Quando il tessuto connettivo non è in grado di sostenere gli organi pelvici, si verificherà una discesa di quest’ultimi verso il basso.


DEFINIZIONE DI PROLASSO

Abbassamento o fuoriuscita di un organo dalla cavità in cui è contenuto. Per quanto riguarda il prolasso degli organi pelvici, si verifica una discesa dei visceri pelvici (utero, vescica, retto, parete vaginale) con o senza fuoriuscita dall’ostio vulvare.

A questo proposito, sono stati classificati 5 gradi diversi di prolasso in base al grado di discesa dell’organo, partendo dal grado 0 (posizione anatomofisiologica) fino ad arrivare al 5° grado che rappresenta il massimo descensus possibile.


SINTOMATOLOGIA DEL PROLASSO

La sintomatologia riportata è spesso una sensazione di peso in vagina o nella pelvi, o la percezione di una pallina in vagina.

In genere, questo senso di pesantezza tende ad aumentare a fine giornata dopo essere state in piedi tutto il giorno e diminuisce quando ci si sdraia a letto. Altri sintomi possono essere dolore durante il rapporto sessuale, incontinenza urinaria e disturbi intestinali e minzionali come difficoltà o dolore all’evacuazione e alla minzione. In alcuni casi invece il prolasso è completamente asintomatico.


FATTORI PREDISPONENTI AL PROLASSO

  • Gravidanza e parto
  • Età e menopausa
  • Fibromi e tumori della zona pelvica
  • Obesità
  • Tosse cronica
  • Stipsi cronica
  • Sollevamento pesi
  • Precedente chirurgia pelvica

La prevenzione è sempre la miglior medicina, ma non sempre viene attuata, perciò se il prolasso non è di grado elevato, il primo approccio terapeutico è senza dubbio la terapia riabilitativa, laddove il prolasso dovesse essere più grave l’unica via di guarigione sarà quella chirurgica.

TECNICHE RIABILITATIVE

CHINESITERAPIA PELVIPERINEALE 

Prevede una prima fase di presa di coscienza da parte del paziente del piano perineale e del proprio corpo.  La seconda fase, prevede l’esecuzione attiva da parte del paziente di esercizi sul rinforzo e sulla resistenza della muscolatura perineale.

BIOFEEDBACK

Tecnica terapeutica comportamentale che per mezzo di sonde endovaginali collegate ad un’attrezzatura elettronica e computerizzata, è in grado di dare al paziente indicazioni di tipo visivo sull’andamento della contrazione o rilassamento della muscolatura perineale.  Il paziente, grazie a questa informazione di ritorno sarà in grado di apprendere, riconoscere, ed eventualmente modificare eventuali dissinergie muscolari.

ELETTROSTIMOLAZIONE FUNZIONALE

  Tecnica passiva con effetto diretto sulle fibre muscolari che permette la motilità volontaria del piano perineale, al fine di accrescere la percezione e la forza del muscolo e di contrastarne il trofismo.

GINNASTICA IPOPRESSIVA 

Tecnica ideata dal Professor Marcel Caufriez, Dottore in Scienze Umane e Riabilitazione, con lo scopo di creare una ginnastica post-parto che potesse prevenire il rischio di incontinenza urinaria e di prolassi, rinforzando sia la fascia addominale che il pavimento pelvico senza riportare alcun effetto negativo su quest’ultimo.  Ad oggi si utilizza questa tecnica non solo a scopo preventivo, ma anche a scopo riabilitativo.  Trattasi di una sequenza di posture mantenute in apnea espiratoria, accompagnata da una falsa inspirazione che porteranno ad una pressione negativa all’interno dell’addome con conseguente attivazione involontaria della muscolatura pelvica.

TERAPIA COMPORTAMENTALE 

Si andrà ad intervenire sullo stile di vita, alimentazione e abitudini scorrette del paziente.

Un buon approccio nella cura del prolasso è la riabilitazione, indicata in pazienti con lesioni non rilevanti e nervi integri che riportano una ridotta capacità sensitiva o scarsa attività muscolare del pavimento pelvico.

L’esercizio muscolare, porta al potenziamento ed all’aumento della resistenza (Endurance) di sfinteri e pavimento pelvico. Oltre al rinforzo muscolare, interventi comportamentali, sullo stile di vita e sull’alimentazione portano il paziente ad una maggior consapevolezza del proprio corpo e del proprio piano perineale, quindi ad una capacità di resistere allo stimolo defecatorio e procrastinare la defecazione in momenti e luoghi più opportuni

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